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Deglutizione atipica, perché è diversa dalla disfagia?

Diversamente dalla disfagia, la deglutizione atipica è un disturbo dovuto a una mancata evoluzione dell’atto deglutitorio dalla fase primaria infantile.

Esattamente come la disfagia, la deglutizione atipica rientra fra i cosiddetti disturbi deglutitori. Si genera a causa di una mancata evoluzione dell’atto deglutitorio dalla fase primaria infantile che può verificarsi nei bambini oltre i sette anni o negli adulti. La deglutizione atipica è dovuta quindi alla permanenza di uno schema di deglutizione infantile.

Il mutamento del tipo di deglutizione corrisponde alla fase di sviluppo del bimbo in cui compaiono i denti anteriori, alla modifica de cibo, da liquido a solido, al mutamento degli schemi posturali che avviano alla deambulazione autonoma  e allo sviluppo dell’articolazione temporo – mandibolare .

Alterazioni di questi passaggi o vizi ripetuti all’eccesso (biberon, ciuccio, ecc.) possono comportare il ritardo o la non insorgenza del riflesso deglutitorio fisiologico dell’adulto, con permanenza di quello infantile

Cause di deglutizione atipica comuni a bambini e adulti sono invece tutte le affezioni del cavo nasale come riniti ricorrenti o croniche, sinusiti e ipertrofia delle adenoidi che comportano una respirazione orale, impedendo la corretta chiusura dei denti e la lingua bassa in fase di deglutizione.

È evidente che si tratti un disturbo molto differente dalla disfagia, che è un sintomo secondario di patologie ben più gravi. La deglutizione atipica è invece una disfunzione di una o più fasi della meccanica della deglutizione che provoca anche un transito non corretto del cibo nelle vie digestive superiori.

Come avviene la deglutizione infantile?

Considerata l’assunzione quotidiana di cibo liquido attraverso l’allattamento al seno materno o biberon, il lattante tende a sporgere la lingua tra le gengive e a stringere le labbra al fine di produrre una pressione tale da consentirgli la deglutizione. Tale modello di deglutizione tende, con lo sviluppo, a mutare a seconda dell’alimentazione e al modo differente di nutrirsi.

Dopo una fase di deglutizione cosiddetta infantile, il bambino muta progressivamente la tipologia dell’atto deglutitorio a seguito della comparsa dei denti decidui anteriori e della modifica degli schemi nutrizionali (da un’alimentazione totalmente liquida a un’alimentazione composta a anche da cibi soldi). Tra i 18 e i 28 mesi la deglutizione del bambino viene detta mista.

Nei mesi successivi il bambino, assumendo cibi solidi, inizierà a serrare la bocca dopo la masticazione per consentire così alla lingua di spingere il cibo contro il palato e così verso la gola, per poi indirizzarlo verso l’apparato digerente.

Tipologie di deglutizione atipica

Analizzato il meccanismo deglutitorio in fase infantile ora è più semplice descrivere le differenti tipologie di deglutizione atipica. Tra le principali segnaliamo le seguenti:

– Deglutizione a spinta linguale semplice: si tratta di un disturbo non particolarmente grave e facilmente rieducabile in quanto il soggetto, in fase deglutitoria, stringe regolamente i denti e non pone la lingua tra le arcate dentarie. In questi casi si verificano frequentemente: morso aperto circoscritto, profusione linguale sulle arcate alveolari durante la deglutizione, contrazione dei muscoli elevatori, tendenza a una postura con lingua bassa e rischio di respirazione orale, masticazione prevalentemente verticale, tendenza ad assumere una forma ogivale del palato.

– Deglutizione a spinta linguale complessa: decisamente più grave della precedente, provoca vari disturbi. Tra questi segnaliamo: morso anteriore che arriva fino ai premolari, significativa profusione linguale tra le arcate dentarie, mancata serratura dei denti durante la deglutizione, masticazione anteriore e malocclusioni dentali frequenti.

  • Deglutizione infantile vera e propria: è la forma di disfagia atipica più simile al modello deglutitorio del neonato. In questi casi si verificano: permanenza del riflesso di deglutizione infantile, forte spinta linguale tra le arcate dentarie, mancata serratura dei denti durante la deglutizione, diminuzione della mimica facciale e respirazione orale frequente anche nei momenti di riposo.

Conseguenze della deglutizione atipica

Un mancato trattamento terapeutico della deglutizione atipica può provocare disturbi non solo di carattere odontoiatrico. Tra questi segnaliamo:

  • denti sporgenti (overjet dei denti);
  • palato ogivale;
  • alterazioni della masticazione;
  • problemi posturali;
  • disturbi della fonazione;
  • alterazioni estetiche;
  • aerofagia e globo isterico.
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Disfagia: significato e cause

La disfagia è un disturbo comune legato alla difficoltà di deglutizione che può manifestarsi a tutte le età, anche se è prevalente tra la popolazione anziana. Tale problema può essere temporaneo o permanente e può riguardare sia uomini sia donne. Ma di cosa si tratta nello specifico?

Cos’è la disfagia?

Il termine disfagia indica qualsiasi disturbo nella progressione del cibo dalla bocca allo stomaco e può coinvolgere ognuna delle fasi della deglutizione. La deglutizione è la capacità di incanalare sostanze solide, liquide, gassose o miste (cibo o bevande, da soli o insieme) dalla bocca allo stomaco.

È un processo complesso che prevede una rapida coordinazione di un insieme di muscoli che permette da un lato il passaggio del bolo – ovvero del cibo masticato, impastato e imbevuto di saliva – verso l’apparato digerente e dall’altro la protezione delle vie aeree e dei polmoni dal pericolo di aspirazione e/o di penetrazione.

La deglutizione è un processo in parte volontario e in parte di natura riflessa, in quanto alcune fasi non sono sotto il nostro controllo e sono pertanto involontarie. Se ci sono delle complicanze durante questo processo, possono esserci delle conseguenze anche gravi, come la polmonite ab ingestis.

Riconoscere questo disturbo in tempo è fondamentale per la sicurezza e la vita del paziente.

Quali sono le cause della disfagia?

La disfagia può avere diverse cause e secondo l’American Gastroenterological Society possono essere così classificate:

  • Neurologiche – tumori del tronco, trauma cranico, stroke, paralisi cerebrale, sindrome di Guillain-Barrè, morbo di Huntington, poliomielite, sindrome post poliomielite, discinesia tardiva, encefalopatie metaboliche, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, demenza, morbo di Parkinson e morbo di Alzheimer;
  • Strutturali – barra cricofaringea, diverticolo di Zenker, cicatrici cervicali, tumori orofaringei, malformazioni congenite, osteofiti e malformazioni scheletriche;
  • Miopatiche – malattie del connettivo (overlap syndrome), dermatomiosite, miastenia grave, sarcoidosi, distrofia miotonica, distrofia oculofaringea, polimiosite, sindromi paraneoplastiche;
  • Iatrogene – effetti collaterali di terapie farmacologiche, conseguenze post chirurgia muscolare o neurogena, effetti da esposizione a radiazione, corrosiva (lesione da pillole, intenzionale);
  • Infettive – difterite, botulismo, malattia di Lyme, sifilide, mucosite (da herpes, cytomegalovirus, candida, ecc.);
  • Metaboliche – amiloidosi, sindrome di Cushing, tireotossicosi, morbo di Wilson.

In caso di sospetto di disfagia è auspicabile contattare il proprio medico e seguire l’iter necessario per la diagnosi di tale disturbo per comprenderne il grado di gravità e le modalità di risposta.

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